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Dossier. Le competenze del Pianificatore Territoriale e Urbanista in materia di Certificazione energetica

 

a cura di:  Assurb

 


1 Premesse
 

 

Come avviene per la maggior parte delle professioni anche quella dell’Urbanista e del Pianificatore territoriale è in continua evoluzione. La stessa disciplina urbanistica risente dei cambiamenti connessi alle nuove esigenze ed il professionista è tenuto ad adeguarsi ed aggiornarsi per stare al passo coi tempi.

Da pochi anni è stata infatti introdotta la figura del Certificatore Energetico.

 

 

2 Lo stato attuale

 

I riferimenti normativi che definiscono la figura del Certificatore Energetico, quale tecnico abilitato, sono:  

 

Livello Europeo

 

A livello Europeo la materia è regolata dalla Direttiva 2002/91/CE che, all’art. 10 precisa:

gli Stati membri si assicurano che la certificazione degli edifici e l’elaborazione delle raccomandazioni che la corredano nonché l’ispezione delle caldaie e dei sistemi di condizionamento d’ara vengano effettuate in maniera indipendente da esperti qualificati e/o riconosciuti, qualora operino come imprenditori individuali o impiegati di enti pubblici o di organismi privati 

 

Livello Nazionale

A livello nazionale si hanno: 

1) DM 19/02/2007 e ss.mm.ii. che precisa Art. 1 – Definizioni [omissis] 6. Per tecnico abilitato si intende un soggetto abilitato alla progettazione di edifici ed impianti nell'ambito delle competenze ad esso attribuite dalla legislazione vigente, iscritto agli specifici ordini e collegi professionali. (…)  

2) Allegato III (previsto dall'articolo 18, comma 6 D.Lgs. 115/2008 – pubblicato sulla G.U. n. 154 del 3 luglio 2008) “Metodologie di calcolo e requisiti dei soggetti per l'esecuzione delle diagnosi energetiche e la certificazione energetica degli edifici” che precisa: [omissis] 2. Soggetti abilitati alla certificazione energetica degli edifici. […] Ai soli fini della certificazione energetica, sono tecnici abilitati anche i soggetti in possesso di titoli di studio tecnico scientifici, individuati in ambito territoriale da regioni e province autonome, e abilitati dalle predette amministrazioni a seguito di specifici corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici con superamento di esami finale. I predetti corsi ed esami sono svolti direttamente da regioni e province autonome o autorizzati dalle stesse amministrazioni.

 

 

Come si vede il requisito della norma europeo è molto ampio e generalizzato, in conformità ai principi di libertà di accesso alle professioni, alla valutazione concreta delle carriere e non dell’appartenenza ad albi od altro, di cui l’Unione Europea si sta facendo sempre più portavoce negli ultimi anni.

 

A livello nazionale la normativa si articola invece in due “livelli":

  • un primo livello, nazionale, dove identifica i tecnici abilitati sulla base delle competenze attribuite dalla vigente normativa;
  • un secondo, dove si demanda alle Regioni (o Provincia Autonoma) la formazione per i soggetti che pur non rientrando tra quelli già abilitati tout court dalla norma statale intendono operare quali Tecnici abilitati. Soggetti che devono essere in possesso di titoli di studio scientifici e aver frequentato specifici corsi con superamento di esame finale. Nel caso in cui Regione o Provincia Autonoma non legiferassero si applicherà, in via residuale, la normativa statale (art. 1 c. 6 DM 19/02/2007)

 

 

 

3  Cosa prevedono le Regioni

 

Tra le regioni che si sono attivate ricordiamo la Regione Lombardia, l’Emilia Romagna, il Piemonte, la Liguria, la Sicilia, la Puglia e la Provincia Autonoma di Trento che hanno predisposto dei provvedimenti ad hoc stabilendo in autonomia chi possa partecipare ai corsi.

 

La situazione è “variabile” da regione a regione, infatti:

  1. alcune di queste hanno inserito tra i laureati che possono partecipare ai corsi SOLO diplomati e laureati che siano già abilitati alla progettazione di edifici e impianti (Liguria, Provincia di Trento) e di fatto, quindi, già abilitati alla certificazione energeticia dalla normativa nazionale;
  2. altre hanno inserito anche laureati che non hanno competenza in progettazione di edifici e/o impianti ad esempio laureati in Scienze Ambientali (che possono, tra l’altro, iscriversi anche all'Albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori, Settore Pianificatore Territoriale, se laureati vecchio ordinamento, o Paesaggista, se laureati nuovo ordinamento), oppure i laureati in Chimica, i laureati in Fisica o gli stessi diplomati Agrotecnici (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, ...);
  3. altre ancora si “riservano” di valutare “altre” categorie professionali (Sicilia).

 

La tabella che segue riassume (in parte) la situazione attuale

 

 

3.1  Lombardia

 

Nelle Linee Guida della Regione Lombardia si legge:

 

[omissis]

13 Soggetto certificatore

13.1 Presso l’Organismo regionale di accreditamento, è istituito l’elenco dei Soggetti certificatori abilitati alla certificazione energetica degli edifici.

13.2 Possono essere accreditati come Soggetti certificatori esclusivamente le persone fisiche che risultano in possesso di:

a) uno dei seguenti titoli di studio:

A) uno dei seguenti titoli di studio:

a) diploma di laurea specialistica in ingegneria o architettura, nonché abilitazione all’esercizio della professione ed iscrizione al relativo Ordine professionale;

b) diploma di laurea in ingegneria o architettura, nonché abilitazione all’esercizio della professione ed iscrizione al relativo Ordine professionale;

c) diploma di laurea specialistica in Scienze Ambientali ed iscrizione alla relativa Associazione professionale;

d) diploma di laurea specialistica in Chimica ed iscrizione al relativo Ordine professionale;

e) diploma di geometra o perito industriale, nonché abilitazione all’esercizio della professione ed iscrizione al relativo Collegio professionale;

B) un’adeguata competenza comprovata da:

a) esperienza almeno triennale, acquisita prima della data di pubblicazione sul B.u.r.l. del presente provvedimento ed attestata da una dichiarazione del rispettivo Ordine, Collegio professionale o Associazione, in almeno due delle seguenti attività:

b) progettazione dell’isolamento termico degli edifici; (…)"

 

 

Dalla lettura combinata del del DM se ne deduce che:

 

1) possono iscriversi ai corsi di certificatori energetici le seguenti figure, tra le altre:

a) ingegneri e architetti iscritti all'Ordine,

b) geometri,

c) diplomati con esperienza triennale ….. attestato da una dichiarazione della rispettiva …. Associazione….

 

A riguardo si può affermare che la indicazione generica di cui alla lettera a) cioè "ingegneri o architetti iscritti all'Ordine" che NON specifica né la Sezione (sezione A o sezione B?) né il Settore (dopo il DPR 328/01 per chi si iscrive all’albo dell’ordine non esiste più il titolo professionale di ingegnere tout court ma bensì il titolo di ingegnere civile-ambientale, ecc.) come definiti dal DPR 328/01 portano a concludere che tutti gli iscritti all'Ordine degli Architetti sono equiparati. In quanto tali anche i Pianificatori territoriali e junior.

 

Analogamente e a forziori la equiparazione vale per i diplomati Geometri che se sono anche Laureati, e risultano iscritti all'Ordine degli Architetti, nel Settore Pianificatori possono diventare Certificatori Energetici.

Analogamente e a forziori i laureati in Scienze Ambientali V.O., che in forza del DPR 328/01 possono iscriversi all'Ordine degli Architetti, PPC, nel Settore Pianificatori possono diventare Certificatori Energetici. Per questi ultimi, in Regione Lombardia, è possibile farlo anche con la semplice iscrizione e dichiarazione della propria Associazione senza obbligo di iscrizione all’ordine o collegio.

 

2) proprio per i laureati in Scienze ambientale tale inserimento come figura “Abilitata alla certificazione energetica, previo frequenza e superamento corso, deriva da idonee richieste prodotte dalla Associazione professionale che rappresenta tutti i laureati in Scienze Ambientali - AISA (vedi sito web)

 

Dal sito AISA risulta la seguente disposizione per gli Associati:

A tutti i Soci interessati

Ai Soci Certificatori Energetici AISA

si trasmette la presente nota per fornire chiarimenti circa l'obbligo di rispetto delle disposizioni presenti nel Regolamento per i soci Certificatori Energetici AISA (vedi allegato).

Sono tenuti alle disposizioni come da regolamento UNICAMENTE i soci AISA accreditati secondo le disposizioni della Regione Lombardia che intendono far valere il proprio titolo abilitativo per l'anno in corso e svolgere la relativa attività professionale. In particolare, coloro che non intendono esercitare per l'anno in corso e che quindi NON provvedono all'accreditamento presso l'organismo regionale (con versamento della relativa quota), NON sono nemmeno tenuti ad effettuare il versamento di cui all'art. 7 del regolamento AISA. In questo caso infatti, il nominativo del socio certificatore NON deve comparire tra quelli presenti a repertorio CENED e neppure tra quelli a repertorio AISA (pubblicato in apposita sezione del sito AISA con cadenza annuale).

Per coloro che sono soci AISA e sono accreditati presso altre Regioni (es. ER, Liguria, Piemonte) in maniera esclusiva (e quindi NON anche in Regione Lombardia), valgono le disposizioni del Regolamento AISA UNICAMENTE su base volontaria, ovvero se si intende essere inseriti nel repertorio dei soci certificatori AISA e usufruire dei servizi della Commissione Certificazione Energetica AISA. In caso contrario, tali soci, sono considerati soci ordinari e usufruiscono unicamente dei servizi come da "carta dei servizi" pubblicata sul portale AISA.

Inoltre, coloro che, pur abilitati come certificatori energetici in altre regioni in ragione del possesso del titolo di studio abilitante (es. Laurea in SA di I livello in Regione Emilia Romagna) NON risultano nemmeno iscritti ad AISA, non sono in alcun modo riconducibili al sistema dei servizi AISA e pertanto non possono usufruire nè dei servizi riservati agli associati, nè di quelli riservati ai soci Certificatori Energetici AISA.

Infine, qualora durante l'anno sociale un socio AISA regolarmente iscritto, acquisisca ANCHE il titolo di Certificatore Enegetico accreditandosi secondo le disposizioni della Regione Lombardia, automaticamente SARA' TENUTO al rispetto delle disposizioni indicate nel Regolamento AISA in vigore.

F.to

Direzione Generale AISA

 

 

3.2 Friuli Venezia Giulia

 

La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia è stata ancora più precisa. Con D.P.Reg. 25 agosto 2010, n. 199 “Regolamento recante il sistema di accreditamento dei soggetti abilitati alla certificazione VEA di cui all’articolo 1 bis della legge regionale 23/2005 (Disposizioni in materia di edilizia sostenibile) e modifiche al Regolamento recante le procedure per la certificazione VEA emanato con DPReg. 274/2009”, ha introdotto per la prima volta il sistema di accreditamento / riconoscimento per lo svolgimento dell’attività di Certificatore Ambientale. Di fronte a tale norma Regionale (fatta in diretta attuazione di quanto previsto dall’allegato III del DLGS 115/2008) sono stati mossi ricorsi al TAR da parte presentati da tutte le categorie professionali interessate (Ingegneri, Architetti, Geometri, Periti industriali), con i quali si è richiesto l'annullamento della Delibera 1589/2010 e del Decreto 25/08/2010, n. 0199/Pres. In quanto “la disciplina regionale violerebbe la legge, istituendo di fatto la nuova figura professionale del certificatore VEA (e non certificatore energetico, n.d.r.) e, in particolare, violerebbe: “la Costituzione, essendo annoverata la materia delle professioni, ai sensi dell’articolo 117, tra quelle oggetto di legislazione concorrente, come sancito, peraltro, dall’articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 2 febbraio 2006 n. 30, ove si legge che “…la legge statale definisce i requisiti tecnico-professionali necessari per l’esercizio delle attività professionali che richiedono una specifica preparazione a garanzia degli interessi pubblici generali la cui tutela compete allo Stato..”;

 

La Regione Friuli ha deciso, tramite il Decreto del Presidente della Regione 21/12/2010, n. 0288/Pres., di abrogare gli articoli 2, 3, 5 e 6, del citato Decreto 0199 identificanti i procedimenti di accreditamento dei soggetti abilitati alla certificazione energetica ed alla certificazione VEA di sostenibilità ambientale ma non già i corsi che, una volta frequentati e superati con l’esame finale permettono di essere Certificatore Energetico così come disposto dall’Allegato III (art. 18, c. DLGS 115/2008)

 

 

Ma cosa comporta, in concreto tale parziale abrogazione? Da una lettura sequenziale delle varie normative

VISTO che:

  1. sono tecnici abilitati ai sensi di:
  • DM 19/02/2007 un soggetto abilitato alla progettazione di edifici ed impianti nell'ambito delle competenze ad esso attribuite dalla legislazione vigente, iscritto agli specifici ordini e collegi professionali. (…);
  • in alternativa Allegato III (previsto dall'articolo 18, comma 6 D.Lgs. 115/2008) “i soggetti in possesso di titoli di studio tecnico scientifici, abilitati da Regioni o province autonome a seguito di specifici corsi di formazione con superamento di esami finale”

 

CONSIDERATO che:

  1. il ricorso dei vari ordini/collegi nella Regione Friuli verteva sulla istituzione di un nuovo Albo / elenco che di fatto istituiva una nuova figura professionale e non già sui titoli di studi necessari per accedervi;
  2. 3) l’Art. 4 del Vigente DPReg 199/2010 - come modificato dal DPReg 288 del 21 /12/2011 - non è abrogato ed è tuttora vigente (Corsi di formazione riconosciuti ai fini dell’accreditamento come tecnici abilitati alla certificazione VEA) precisa: [omissis] 2. Il modulo sulla certificazione energetica degli edifici, della durata di 80 ore, dovrà essere obbligatoriamente frequentato dai tecnici di cui all’articolo 2, comma 4 e richiamati nell’Allegato B al vigente DPReg 199/2010;   9. Fermo restando quanto previsto dai commi 2 e 3 il mantenimento dell’accreditamento è subordinato alla partecipazione a corsi di aggiornamento obbligatori in caso di modifiche del protocollo VEA.
  3. l’allegato B del Vigente DPReg 199/2010 identifica quali tecnici che possono partecipare al corso i possessori di: a) laurea magistrale conseguita in una delle seguenti classi:LM-17, LM-21, LM-27, LM- 29, LM-32, LM-40, LM-44, LM-48, LM-54, LM-74, LM-75, LM-79, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca del 16 marzo 2007, pubblicato nel supplemento ordinario della g.u. 9 luglio 2007, n. 157 ovvero laurea specialistica conseguita nelle seguenti classi: 20/S, 26/S, 30/S, 32/S, 35/S, 45/S, 50/S, 54/S, 62/S, 82/S, 85/S, 86/S, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica del 28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario della g.u. 23 gennaio 2001, n. 18 ovvero corrispondente diploma di laurea ai sensi del Ministro dell’università e della ricerca del 5 maggio 2004, pubblicato nella g.u. 21 agosto 2004, n. 196 di cui all’ allegato B; b) laurea conseguita nelle seguenti classi; L8, L30, L21, L27, L32, L34, L35, di cui al decreto ministeriale del 16 marzo 2007, pubblicato nel supplemento ordinario della g.u. 6 luglio 2007, n. 155 ovvero laurea conseguita nelle classi: 7, 9, 16, 21, 25, 27, 32, di cui al decreto ministeriale del 4 agosto 2000, pubblicato nel supplemento ordinario della g.u. 19 ottobre 2000, n. 245 di cui all’allegato B;

 

si può CONCLUDERE, salvo smentite da parte di TAR, CdS, che:

 

il laureato in Classe 54S, LM 48, 7, 21 ed equiparazioni Vecchio ordinamento che abbia frequentato il corso di cui all’art. 4 del DPReg 199/2010 e ss.mm.ii sia abilitato alla SOLA Certificazione Energetica

 

 

Alle medesime conclusioni si può giungere, per analogia, per quei professionisti che dovessero essere ammessi e sostenere corsi di formazione per certificatori energertici in quelle regioni che li hanno attivati

 

 

Allegato B al DPreg 199/2010 tuttora vigente ed identificante i soggetti in possesso di tutolo si studio scientifico che, a seguito d frequenza di corso (vedi Allegato C) e superamento di esame finale possono diventare Certificatore Energetico giusto combinato disposto con Allegato III DLgs 115/2008

 

Allegato C al DPreg 199/2010 tuttora vigente identificante gli argomenti e contenuti minimi dei Corsi che, i soggetti in possesso di tutolo si studio scientifico devono seguire e, previo superamento di esame finale, diventare Certificatore Energetico giusto combinato disposto con Allegato III DLgs 115/2008  

 

 

4 L’interpretazione per analogia

In alcune regioni (Piemonte e Sicilia) anche i laureati Agronomi e Forestali sono stati inseriti tra le figure che possono accedere, previo frequenza di corso ed esame, alla professione di Certificatore Energetico.

Ma nell'Albo degli Agronomi e Forestali possono iscriversi, secondo le prescrizioni del DPR 328/01 anche i laureati in una della classi, comune denominate, in Urbanistica o Pianificazione Territoriale Urbanistica e Ambientale. Ne consegue, per analogia, che il laureato con titolo di studio in una delle classi summenzionate può iscriversi ai corsi di Certificatore Energetico e agli appositi albi regionali.

4.1  Riferimenti normativi

Regione Piemonte. Certificazione Energetica. Riconosciuta la competenza degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati

La Regione Piemonte con deliberazione della Giunta Regionale del 20 ottobre 2009, pubblicata sul Bollettino Ufficiale Regionale n. 43 del 29.10.2009, ha integrato una precedente Deliberazione riconoscendo la professionalità degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ai fini dell’iscrizione nell’Elenco regionale dei certificatori energetici.

Si tratta della terza Regione (dopo la Liguria e l’Emilia-Romagna) a rilasciare questo importante riconoscimento.

L’importante risultato è stato ottenuto a seguito di un intervento congiunto del Collegio Nazionale e della Consulta del Piemonte.

La Giunta Regionale, con Deliberazione del 20.10.2009 n. 1-12374, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 43 del 29 ottobre 2009, ha provveduto ad integrare una precedente deliberazione di Giunta prevedendo l’ammissibilità all’iscrizione nell’Elenco regionale dei certificatori energetici anche per gli Agrotecnici e gli Agrotecnici laureati purché iscritti ai relativi Albi professionali, direttamente senza il conseguimento dell’attestazione di partecipazione ad un corso di formazione, che invece è obbligatorio per i soli possessori del diploma di Agrotecnico. (cfr: sito agronomi)

 

La Deliberazione della Giunta Regionale 4 agosto 2009, n.43-11965

Legge regionale 28 maggio 2007, n. 13 "Disposizioni in materia di rendimento energetico nell'edilizia". Disposizioni attuative in materia di certificazione energetica degli edifici ai sensi dell'articolo 21, comma 1,lettere d), e) ed f), recita:

[omissis]

"Ne consegue che sono ammessi all’iscrizione nell’Elenco regionale:

a) ingegneri ed architetti, iscritti ai relativi ordini professionali ed abilitati all’esercizio della professione relativa alla progettazione di edifici ed impianti asserviti agli edifici stessi, nell’ambito delle competenze ad essi attribuite dalla legislazione vigente;

b) geometri e periti, iscritti ai relativi collegi professionali ed abilitati all’esercizio della professione relativa alla progettazione di edifici ed impianti asserviti agli edifici stessi, nell’ambito delle competenze ad essi attribuite dalla legislazione vigente, che, per il rilascio dell’attestato di certificazione energetica, operano all’interno delle proprie competenze in collaborazione con altri professionisti o soggetti ed iscritti ed inseriti nell’Elenco regionale in modo da coprire tutti gli ambiti professionali rispetto ai quali è richiesta la competenza;

c) laureati e diplomati in possesso dei seguenti titoli di studio tecnico-scientifici, purché abbiano conseguito l’attestazione di partecipazione, con esito positivo, al corso di formazione disciplinato al paragrafo 4:

1. laurea specialistica in Scienze Ambientali con iscrizione alla relativa associazione professionale;

2. laurea specialistica in Chimica con iscrizione al relativo ordine professionale;

3. laurea specialistica in Scienze e Tecnologie Agrarie e Scienze e Tecnologie

Forestali e Ambientali con iscrizione al relativo ordine professionale;

4. diploma di geometra, perito industriale o agrario con iscrizione al relativo collegio professionale."

(Bollettino Ufficiale Regione Piemonte Parte I-II 4° supplemento al numero 31 – 7 agosto 2009)

 

 

Anche in questo caso valgono le medesime considerazioni ovvero se possono diventare certificatori i laureati in Scienze Ambientali ed i Geometri laureati (a loro volta iscritti all'Albo degli Architetti nel Settore Pianificazione) per la proprietà transitiva gli stessi laureati in urbanistica e pianificazione territoriale e ambientale possono essere iscritti. A maggior ragione se i laureati PTUA si possono iscrivere all'Albo degli Agronomi secondo il DPR 328/01.

Se così non fosse, paradossalmente si potrebbero avere professionisti iscritti al medesimo albo (esempio un laureato in Scienze Ambientali e un laureato in Pianificazione Territoriale iscritti nel settore Pianificazione dell’Ordine degli APPC) ma che operativamente non potrebbero svolgere le medesime attività ovvero il laureato in Scienza Ambientali potrebbe, previa iscrizione anche alla sua Associazione, redigere certificazioni energetiche, il laureato in Pianificazione Territoriale, al contrario, no. Evidentemente la cosa non sta in piedi!

 

 

 

5 Conclusioni

 

Il principio che la Associazione Nazionale degli Urbanisti e dei Pianificatori Territoriali e Ambientali ha da sempre perseguito, in linea con i principi Comunitari di libertà e concorrenza, è quello di far vincere le professionalità che derivano da un percorso studiorum in cui le materie attinenti siano state inserite e superate con profitto.

 

Non vi è dubbio che la laurea in Urbanistica e Pianificazione Territoriale e Ambientale abbia preparato i laureati alla professionalità attinente la certificazione energetica e ambientale. Nel corso di laurea vi sono diversi esami sull'argomento, vi sono dipartimenti dedicati, ecc.. Vi sono corsi dedicati proprio alla tematica energetica[1]  

 

Non vi alcun motivo ostativo quindi sulla preparazione di base necessaria che hanno i laureati in urbanistica e pianificazione territoriale e ambientale e sulla conseguente accessibilità a tali corsi di certificazione. Gli stessi corsi sono tenuti da docenti universitari che provengono da tali corsi di laurea. In alcuni casi gli Urbanisti, Pianificatori territoriali e ambientali, professori universitari e non, sono essi stessi che tengono i corsi come docenti.

 

Nel corso di Urbanpromo 2011, per esempio, la stessa Associazione Nazionale degli Urbanisti ha organizzato un convegno dal titolo Pianificare l'energia con la presenza di relatori - Urbanisti e Pianificatori territoriali - che professionlmente e quotidianamente si occupano del tema "energia".

 

Non è infine sostenibile la tesi che vorrebbe il laureato in una delle qualsiasi lauree del vecchio e nuovo ordinamento comunque denominate afferenti l’urbanistica e la pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale, costretto ad iscrizioni plurime (ammesse dalla vigente normative c/o ordine architetti, ordine agronomi, collegio geometri, collegio agrotecnici, collegio periti, ecc., con evidenti conseguenze negative di tipo economico e quindi svantaggio competitivo nei confronti di altri professionisti) per poter esercitare a 360° le proprie peculiari competenze che gli derivano, in primis, da uno specifico curriculum studiorum.

 

 

In taluni casi i laureati sono stati accettati e hanno potuto partecipare e hanno potuto essere "certificati".

 

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Commissione Competenze Professionali

ASSURB

  

 

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[1] Si veda il corso attivato presso l’Università degli Studi G.D'Annunzio di CHIETI-PESCARA - Classe LM-48 Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale dal titolo Urbanistica sostenibile. Il corso di laurea magistrale in “Urbanistica sostenibile” ha come obiettivo formativo specifico l’approccio integrato alla progettazione sostenibile del territorio (con particolare riferimento alla produzione di energie rinnovabili), perseguito attraverso la sinergia tra la conoscenza approfondita degli aspetti fisici e l’attitudine metodologica alla proposta di intervento.

http://www.unich.it/unichieti/appmanager/federati/architettura?_nfpb=true&_pageLabel=Corsidilaurea_architetturaDeatils_v2&path=/BEA%20Repository/820061

 

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