Pianificare spazi, infrastrutture e servizi per una nuova mobilità urbana sostenibile: approcci ed esperienze a confronto
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Una nuova mobilità urbana
L’idea di città come luogo nevralgico della vita umana evolve di pari passo con le riflessioni che la collettività elabora su quale sia il modo di vivere, abitare e lavorare più adatto a trovare condizioni di equilibrio tra aspettative personali, relazioni economiche e sociali, qualità ambientale. Questa evoluzione ha subito una incredibile accelerazione a seguito della pandemia di COVID-19. La crisi sanitaria globale ha messo in luce l’importanza di ripensare le città come spazi a misura d’uomo, dove la prossimità, la fruibilità e il policentrismo diventano principi fondamentali della vita urbana. Il distanziamento forzato ha costretto a ripensare concetti di trasporto che sembravano immutabili ed immaginare soluzioni alternative. Questo cambio di paradigma ha rafforzato l’esigenza di vivere in centri urbani che rispondano alle necessità quotidiane senza la necessità di lunghi spostamenti, consolidando così il modello di una città più accessibile e sostenibile e che siano infrastrutturati per spostamenti individuali non per forza relegati all’auto privata, ma in cui ciclabilità e camminabilità possano essere svolte in sicurezza e spensieratezza. Il concetto di mobilità sostenibile non è più una semplice alternativa, ma una necessità per garantire una qualità della vita urbana elevata, riducendo l’impatto ambientale e promuovendo l’inclusione sociale. Questa nuova mobilità richiede una pianificazione integrata di spazi, infrastrutture e servizi, dove la città stessa diventa un laboratorio di innovazione, accessibile e flessibile. Innovazione sia nella gestione fisica degli spazi (reclamando superfici prima destinate ai veicoli a motore ad altri usi), che nella integrazione di tecnologie (in un modo dai confini sempre più labili tra digitale e fisico, dove ogni esperienza è mediata o agevolata da app, sensori informazioni condivise) che nella socialità (i nuovi spazi diventano luoghi non solo di spostamento, ma di attività del tempo libero, del commercio, della cultura). Il progetto di città che ne scaturisce trova nello spazio pubblico della mobilità risposte che vanno ben oltre le funzioni di trasporto e sosta: abbraccia un sistema complesso di relazioni che influenzano il modo in cui viviamo, lavoriamo e interagiamo con gli altri esseri umani e l’ambiente urbano.
Da qui discendono nuove necessità in termini di articolazione strutturale degli insediamenti e dei quartieri (ad es. la “Città dei 15 minuti”), di metriche per la valutazione delle priorità di investimento in servizi ed infrastrutture (esternalità, opportunità e costi o vantaggi sociali ed ambientali), di tecnologie e metodi di quantificazione dell’efficacia d’uso degli spazi (mappature GIS, sensoristica e soluzioni temporanee) illustrate nei seguenti contributi.
La città dei 15 minuti: innovazione o tradizione?
Il concetto della “città dei 15 minuti”, introdotto dal professor Carlos Moreno, è tra le proposte più menzionate nella pianificazione urbana contemporanea.
L’idea centrale è che ogni cittadino possa accedere ai servizi essenziali – lavoro, istruzione, sanità, svago – entro 15 minuti a piedi o in bicicletta dalla propria abitazione.
Questa semplicità comunicativa ha una notevole presa sul cittadino e sul politico, e per questo ha travalicato rapidamente il perimetro del dibattito tra tecnici e specialisti.
Questo approccio non solo riduce la dipendenza dall’automobile, ma promuove uno stile di vita più sano e sostenibile, favorendo il senso di comunità.
In realtà, il concetto rappresenta un ritorno alle origini della città tradizionale, dove le comunità erano più piccole e i servizi erano distribuiti in modo da garantire un accesso rapido e diretto.
Le strategie urbane per attuare questo modello si concentrano su diversi aspetti chiave. Primo, il decentramento dei servizi diventa essenziale per evitare la concentrazione delle attività economiche e sociali in poli centrali, favorendo una distribuzione più equilibrata e accessibile attraverso con reti di servizi locali a breve distanza dalle abitazioni.
Un altro elemento fondamentale è la creazione e promozione di infrastrutture per la mobilità sostenibile: piste ciclabili sicure, ampi marciapiedi e un trasporto pubblico efficiente sono tutti indispensabili per favorire una mobilità alternativa all’auto privata. La zonizzazione mista, che combina residenze, uffici, negozi e servizi nello stesso quartiere, riduce gli spostamenti e crea quartieri vivaci e dinamici durante tutta la giornata.
Lo sviluppo di spazi pubblici di qualità, come parchi, piazze e spazi ricreativi è un altro pilastro fondamentale. Questi spazi devono essere accessibili a tutti, indipendentemente dall’età o dalle capacità fisiche, e devono promuovere l’interazione sociale e il senso di comunità.
Diversi esempi nel mondo mostrano l’implementazione di questo modello con risultati promettenti. Parigi, con il suo ambizioso programma di trasformazione urbana, ha avviato progetti per decentralizzare i servizi e promuovere la mobilità sostenibile, rendendo la città più vivibile e accessibile. Barcellona, con i suoi “superblocks”, sta sperimentando una zonizzazione che riduce il traffico e aumenta gli spazi pubblici.
In Italia, città come Milano, con il progetto “Piazze Aperte”, e Bologna, con “Bologna Città Resiliente”, stanno adottando soluzioni ispirate alla città dei 15 minuti, migliorando i servizi locali e promuovendo la mobilità dolce.
La città dei 15 minuti pone al centro il benessere dei cittadini, favorendo la prossimità e l’interazione sociale, riducendo la necessità di lunghi spostamenti e l’uso dell’auto. Questo approccio non solo promuove un’economia locale più resiliente, ma sfrutta anche la tecnologia per una gestione urbana più efficiente. Tuttavia, la riorganizzazione degli spazi urbani richiede una pianificazione attenta e una stretta collaborazione tra enti pubblici e privati, considerando le esigenze di una popolazione diversificata e prevenendo l’inclusione delle fasce più vulnerabili. La sfida è bilanciare innovazione e tradizione, imparando dal passato per costruire un futuro urbano più equo e sostenibile.
Vale la pena investire nella mobilità sostenibile?
L’investimento nella mobilità sostenibile è un tema centrale per amministratori, urbanisti e cittadini, spesso dibattuto in termini di benefici tangibili e ritorni sull’investimento. Le evidenze raccolte a livello globale indicano chiaramente che i vantaggi superano di gran lunga i costi, non solo sul piano ambientale e sociale, ma anche su quello economico.
Dal punto di vista economico, la mobilità sostenibile riduce significativamente i costi legati alla congestione del traffico, alla manutenzione delle infrastrutture e all’inquinamento. Le città che hanno investito in trasporti pubblici efficienti, piste ciclabili e spazi pedonali hanno sperimentato un aumento della produttività e una diminuzione delle spese sanitarie associate a malattie croniche come obesità e problemi respiratori. Inoltre, l’investimento in mobilità sostenibile genera opportunità di lavoro e stimola l’innovazione, trasformando le città in poli attrattivi per talenti e investimenti.
Per quanto riguarda la valutazione costi-benefici, questa rappresenta uno strumento cruciale per esplicitare il valore dei progetti di mobilità sostenibile, rendendoli confrontabili, creando priorità e supportandone la marketizzazione. Spesso, tali progetti affrontano sfide legate all’accettazione sociale o alla disponibilità di risorse rispetto al ritorno previsto. Tuttavia, grazie a strumenti sempre più sofisticati, oggi è possibile stimare con maggiore precisione la domanda di mobilità e catturare i benefici indiretti di una maggiore densificazione urbana e di città più verdi.
Progetti sviluppati da Royal HaskoningDHV in Olanda, Italia e Sud-Est Asiatico hanno utilizzato la valutazione costi-benefici per ottenere il sostegno della popolazione e delle istituzioni in grandi trasformazioni urbane, come il potenziamento del trasporto pubblico ad Amsterdam, la realizzazione della “Città 30” e la creazione di piste ciclabili, dimostrando il ritorno economico-sociale di tali interventi. Inoltre, queste valutazioni hanno permesso di identificare rischi e opportunità in fase ex-ante, rendendo più efficace la pianificazione.
Nonostante le limitazioni intrinseche, come la soggettività delle ipotesi e degli input, Royal HaskoningDHV ha sperimentato con successo l’integrazione tra analisi multi-criteri e valutazione costi-benefici in contesti partecipativi. Questo approccio, adottato nei Paesi Bassi, ha dimostrato che tali strumenti possono diventare potenti mezzi di dialogo e partecipazione tra vari stakeholder, dipartimenti governativi e cittadini, migliorando l’accettabilità e la legittimità dei progetti.
Per superare le barriere politico-sociali, la transizione verso la mobilità sostenibile richiede dati e fatti concreti a sostegno della validità dei progetti, senza cadere in un approccio tecnocratico. La combinazione di analisi costi-benefici e partecipazione attiva dei cittadini può rappresentare una chiave di successo per l’adozione di politiche di mobilità sostenibile.
Come e da chi sono usati i nuovi spazi urbani?
L’introduzione di nuovi spazi urbani destinati alla mobilità sostenibile sta trasformando non solo la struttura delle città, ma anche il modo in cui questi spazi vengono vissuti e utilizzati dai cittadini. Piste ciclabili, zone pedonali, spazi verdi e hub di mobilità condivisa stanno diventando sempre più comuni nelle città che adottano politiche di sostenibilità.
Tuttavia, l’uso di questi spazi varia notevolmente in base a fattori demografici, culturali ed economici. I giovani, ad esempio, tendono a sfruttare maggiormente le soluzioni di mobilità condivisa e sostenibile, come il bike-sharing o i monopattini elettrici, mentre le fasce di popolazione più anziane possono avere bisogno di altre soluzioni e infrastrutture più accessibili. Le famiglie con bambini piccoli richiedono spazi sicuri e ben collegati alle scuole e ai servizi essenziali, mentre i lavoratori pendolari necessitano di un sistema di trasporto pubblico efficiente e affidabile.
La chiave per un uso efficace e inclusivo dei nuovi spazi urbani risiede nella loro progettazione. Gli urbanisti devono considerare le diverse esigenze della popolazione e creare spazi che siano non solo funzionali, ma anche attrattivi e accoglienti. Inoltre, è essenziale promuovere una cultura della mobilità sostenibile, educando i cittadini sui benefici di questi nuovi spazi e coinvolgendoli attivamente nel processo di trasformazione urbana.
Le esperienze delle città che hanno già intrapreso questo percorso mostrano che un uso intelligente e inclusivo degli spazi urbani può portare a un aumento della coesione sociale, a un miglioramento della sicurezza pubblica e a una maggiore qualità della vita. Tuttavia, è importante monitorare e valutare continuamente l’impatto di queste trasformazioni per garantire che gli obiettivi di sostenibilità e inclusione siano realmente raggiunti.
In questo contesto, nel 2021 Fondazione Transform Transport ETS ha collaborato con il Comune di Bologna ad uno studio per la valutazione della camminabilità della città di Bologna dal punto di vista dei bambini. La prima parte del lavoro, sviluppato in collaborazione con il Comune, è culminato nello studio “Proximity services for children: the Case of Bologna”, presentato da Transform Transport alla Biennale dello Spazio Pubblico nel 2021. La seconda parte della ricerca, ha permesso di definire un indice di camminabilità per i bambini, identificando le aree con maggiori criticità. Attraverso questa analisi GIS è stato infatti possibile identificare i quartieri con i più bassi livelli di accessibilità pedonale e definire le aree prioritarie per interventi di miglioramento.
Sulla base di questi risultati, nel 2022, Fondazione Innovazione Urbana e il Comune di Bologna hanno realizzato una nuova piazza scolastica in un parcheggio dismesso in Via Procaccini, seguendo l’approccio dell’urbanistica tattica e della progettazione partecipata. Per monitorarne l’impatto, Transform Transport ha condotto uno studio basato su analisi video dei flussi pedonali e veicolari nelle fasi pre e post intervento. I risultati ottenuti hanno contribuito al processo iterativo di progettazione tipico dell’urbanistica tattica.
L’integrazione di GIS e analisi video ha dimostrato di essere uno strumento efficace per monitorare l’impatto degli interventi di urbanismo tattico sulla mobilità urbana, con particolare attenzione alle esigenze dei bambini. Questo approccio data-driven consente di acquisire informazioni precise sulle esigenze e sui comportamenti degli utenti, supportando così un processo di progettazione partecipativo e iterativo. I risultati ottenuti nel caso di Bologna rappresentano un esempio concreto di come l’analisi dei dati possa contribuire a rendere le città più vivibili e accessibili per tutti. La replicabilità di questa metodologia in altri contesti urbani potrebbe fornire ulteriori evidenze sull’efficacia dell’urbanismo tattico come strumento per migliorare la qualità dello spazio pubblico e promuovere la mobilità sostenibile.
Figura 1: Studio per la valutazione della camminabilità della città di Bologna dal punto di vista dei bambini (fonte: Transform Transport ETS)
Conclusioni
La transizione verso una mobilità urbana sostenibile è una sfida complessa, che richiede una visione strategica a lungo termine e un impegno costante da parte di tutti gli attori coinvolti. La città dei 15 minuti rappresenta sicuramente un modello promettente, ma la sua realizzazione va posta con cura nel contesto locale, mediando tra esigenze locali e dinamiche globali. Il fenomeno della desertificazione commerciale dei piccoli centri e dei rioni non può certo essere combattuto con semplici slogan e certamente il piccolo microcosmo autosufficiente non deve essere una scusa per creare delle enclaves nelle periferie.
Investire nella mobilità sostenibile non è solo una scelta economica intelligente, ma un atto di responsabilità sociale e ambientale. Le città che adottano questa visione saranno meglio preparate ad affrontare le sfide future, creando spazi urbani più vivibili, equi e sostenibili e si porranno con determinazione sullo scacchiere globale della competitività. Saranno le mete che attrarranno nuovi investimenti di società della green economy, del turismo sostenibile, ma saranno anche la nuova casa di giovani talenti e giovani famiglie che cercheranno per sé stessi e per i propri bimbi il miglior ambiente di lavoro e di vita.
Il successo di queste trasformazioni dipenderà in gran parte dalla capacità di coinvolgere attivamente i cittadini e di garantire che i nuovi spazi urbani siano accessibili e utilizzabili da tutti. Per questo è necessario non solo essere innovativi ed ambizioni nella sperimentazione, ma anche cercare con rigore scientifico di registrare i risultati ed arrivare alla comprensione delle dinamiche ed algoritmi sottostanti, per introdurre correttivi e codificare approcci. Solo così sarà possibile costruire città davvero inclusive, in cui la mobilità sostenibile diventi parte integrante della vita quotidiana.
In conclusione, la nuova mobilità urbana non è solo una risposta alle sfide attuali, ma rappresenta anche un’opportunità per ripensare e migliorare la struttura e la funzionalità delle nostre città, rendendole più sostenibili, resilienti e a misura d’uomo.
Ringraziamenti
Il presente articolo sintetizza alcuni contenuti del webinar “Pianificare spazi, infrastrutture e servizi per una mobilità urbana sostenibile: la città dei 15 minuti, costi-benefici, strumenti GIS e video analisi” organizzato da ASSURB con il patrocinio dell’O.A.P.P.C. di Lodi il giorno 8 luglio 2024. Un ringraziamento particolare va ai relatori, che con le loro competenze e la loro passione hanno reso possibile una discussione ricca e stimolante tra i partecipanti.
L’incontro è stato il primo appuntamento di un progetto formativo più ampio patrocinato da ASSURB, sotto lo slogan “planners4planners”, ovvero un’iniziativa che mira a fornire agli urbanisti gli strumenti necessari per affrontare le sfide della pianificazione urbana contemporanea con contenuti prevalentemente esposti da professionisti e ricercatori attivi nel settore e con background specifici. Questi corsi rappresentano un’opportunità unica per condividere conoscenze e best practices, promuovendo una cultura della sostenibilità e dell’innovazione.
Il webinar è stato moderato da Adriano Bisello, e animato dagli interventi di Maria Somma “La città dei 15 minuti, come attuare adeguate strategie di pianificazione urbana”, Paolo Ruffino “Tecniche e Metodi di Valutazione dell’Impatto Socio Economico dei Progetti di Mobilità e di Sviluppo Urbano” e Andrea Gorrini “GIS e video analisi per il monitoraggio degli interventi di urbanismo tattico: Il caso di Bologna”. Il seminario è disponibile on demand sulla piattaforma di formazione professionale https://www.h25.it/.
Bibliografia per approfondimenti
- Ceccarelli, G., Messa, F., Gorrini, A., Presicce, D., & Choubassi, R. (2023). “Deep learning video analytics for the assessment of street experiments: The case of Bologna”. Journal of Urban Mobility, 4, 100067. https://doi.org/10.1016/j.urbmob.2023.100067
- Gorrini, A., Presicce, D., Messa, F., Choubassi, R. (2023). “Walkability for Children in Bologna: Beyond the 15-minute City Framework”. Journal of Urban Mobility, 3, 1-10. https://doi.org/10.1016/j.urbmob.2023.100052
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