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Fin dalla nascita nel 1970 del primo corso di laurea in urbanistica in Italia, la questione del profilo professionale delle persone che sarebbero poi uscite dal proprio percorso formativo universitario è stata sempre molto controversa. Anche in altri paesi la professione del pianificatore territoriale non è sempre regolamentata in maniera molto chiara. Ma in Italia, a differenza del resto del mondo, per molti anni si assisteva ad una pièce tragicomica, in cui molte figure professionali – in primis architetti ed ingegneri – erano, seppure solo de facto e non de jure, abilitate a redigere piani urbanistici, territoriali ed ambientali, salvo gli urbanisti, pianificatori territoriali ed ambientali!

 

Ovviamente, gli urbanisti hanno sempre contestato il castello interpretativodelle disposizioni normative che conducevano a questo stato di cose, ma generalmente con poco successo. Solo recentemente, e soprattutto a partire dalla riforma dell’Ordine degli architetti del 2001 (DPR 5 giugno 2001, n.328), la giurisprudenza italiana dà – con sempre maggiore insistenza ed efficacia – ragione alle tesi dell’Assurb: il pianificatore è una figura professionale autonoma, le cui competenze non possono considerarsi assorbite da quelle dell’architetto o dell’ingegnere e per la cui acquisizione occorre aver completato un percorso formativo autonomo con procedure abilitative autonome.

 

Attraverso dei dossier di approfondimento vogliamo fornire ai colleghi e, in generale, agli interessati una panoramica su come è articolata la professione del pianificatore territoriale.

 

 

 

deontologia

professionale

 


profilo

professionale



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